Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Dal vangelo Secondo Marco (Mc 15,33-39)

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34Alle tre, Gesù gridò a gran voce: ” Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?“. 35Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Ecco, chiama Elia!”. 36Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere , dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere”. 37Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 38Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”.

Meditazione:

 Cari fratelli e sorelle Buongiorno,

Sono José uno dei seminaristi che vivono quest’anno qui a Gavirate. Don Luca e don Maurizio hanno chiesto a noi seminaristi di fare un commento ai brani di Vangelo che vengono proposti in questi venerdì di quaresima, e certamente ringraziamo perché ci offrono l’occasione di esercitare il ministero del Lettorato che il 24 febbraio ci ha dato la Chiesa.

Vorrei iniziare dicendovi che sono qui con il desiderio che un cuore parli ad altri cuori, che insieme si pongono in ascolto del cuore di Gesù.

Tutto il racconto del Vangelo secondo Marco ci porta alla crocifissione, dove il racconto si dilata nei tempi rispetto ai primi capitoli, in cui le vicende di Gesù sono raccontate con il ritmo più veloce. In questo brano viene indicata l’ora: è mezzogiorno, eppure “si fece buio su tutta la terra”. Quella che dovrebbe essere l’ora più luminosa della giornata è invece buia. E questo buio persiste fino alle tre del pomeriggio: è come se la luce fosse stata inghiottita dalle tenebre, il solo segno della vita fosse stato offuscato dalle tenebre della morte. In questa circostanza sentiamo il primo grido di Gesù crocifisso: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?“, Gesù che è vero uomo e vero Dio, sperimenta la solitudine più grande, la mancanza del Padre, “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?“. È come se dicesse “Padre dove sei?”. Gesù appeso in croce si rende presente a tutte le solitudini dell’umanità, la solitudine di chi è solo, di chi è stato abbandonato, di chi ha perso una persona cara. Dio ha abbandonato la sua condizione di Dio per essere con noi in ogni istante della nostra vita: da quello più gioioso a quello più doloroso. Può capitare cari fratelli e sorelle che in quelle circostanze misteriosamente difficili non capiamo Dio e a volte lo fraintendiamo. In questo brano vediamo che anche la folla sbaglia a capire le parole di Gesù; al sentire che Gesù diceva: Eloì, Eloì che significa Dio mio Dio mio, capiscono invece: “Elia, Elia”. Pensano che stesse chiamando Elia, che per la cultura di quel tempo era quello da invocare per i miracoli impossibili. Invece Gesù cerca sempre il Padre: egli ci mostra come in certe circostanze non dobbiamo smettere di cercare il Padre. Anche Madre Teresa di Calcutta ha passato un tempo di difficoltà: ha vissuto per quasi cinquanta anni senza sentire Dio e lei non ha mai smesso di cercarlo nel prossimo e nella preghiera.

Continuiamo con il nostro brano. Nel versetto 37 sentiamo il secondo grido di Gesù: “Ma Gesù, dando un forte grido, spirò”. Noi siamo abituati a pensare allo spirare come a morire, ma questo spirare è diverso: secondo alcuni commentatori, significa “dare lo Spirito”. Gesù crocifisso ci dona il Suo Spirito. Subito dopo leggiamo nel versetto successivo che “Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo”. Il velo che divideva gli uomini dall’Arca della Alleanza che è la presenza di Dio si è squarciato, non c’è più divisione, cielo e terra sono uniti, questo squarcio ci richiama a un altro squarcio, lo squarcio del cielo al momento del battesimo di Gesù in cui Dio Padre dice: “Tu sei il Figlio mio, l’amato”.

Questo brano si conclude con le parole del Centurione che contemplando la morte di Gesù dichiara: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”. L’imperfetto “era” non indica che non lo sia più, ma Gesù è Figlio di Dio da sempre e lo sarà per sempre.

Marco ci porta di fronte alla croce insieme al centurione per contemplare il vero volto di Dio che è amore per l’uomo e la donna: un amore che rompe tutti i nostri schemi, un amore che squarcia il cuore di ciascuno di noi e ci fa sentire le parole del Padre che ci dice: “Tu sei mio figlio, tu sei mia figlia, l’amata, l’amato”.

José

 

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